Impianti dentali con diabete, osteoporosi o anticoagulanti

Una malattia non chiude per forza la porta agli impianti
Diabete, osteoporosi e terapie che rendono il sangue più fluido sono molto comuni dopo i 50 anni. Per questo tante persone pensano di non poter fare gli impianti. In molti casi non è così. Ma non è vero nemmeno che "si può sempre".
La regola generale è questa: conta quanto la malattia è sotto controllo e quali farmaci prendi. Il dentista deve conoscere bene la tua situazione. E spesso deve coordinarsi con il medico che ti segue in Italia.
In questa guida spieghiamo cosa dicono gli studi in generale, cosa deve sapere il dentista e quali precauzioni si prendono. Sono informazioni generali: decide il medico sulla tua situazione, dopo la visita e la TAC.
Prima, un termine utile. Un impianto funziona grazie all'osteointegrazione: l'osso cresce attorno all'impianto e lo blocca, come una radice. Tutto quello che rallenta la guarigione dell'osso o delle gengive può rendere questo processo più difficile.
Impianti dentali e diabete
Cosa dicono gli studi
Le revisioni degli studi indicano che nelle persone con diabete ben controllato gli impianti hanno percentuali di successo alte, vicine a quelle di chi non ha il diabete. Anche la conferenza di consenso dell'ITI (International Team for Implantology, un'importante associazione scientifica del settore) riporta che con il diabete di tipo 2 si possono ottenere buoni risultati.
Le cose cambiano quando il diabete non è controllato. Con la glicemia alta per lungo tempo:
- le ferite guariscono più lentamente;
- le infezioni sono più facili;
- aumenta il rischio di perimplantite: un'infiammazione delle gengive e dell'osso attorno all'impianto, simile alla piorrea dei denti naturali.
Cosa deve sapere il dentista
- Che tipo di diabete hai (tipo 1 o tipo 2) e da quanto tempo.
- Quali farmaci prendi: compresse, insulina, altri.
- Il valore recente dell'emoglobina glicata (HbA1c): un esame del sangue che mostra la media della glicemia degli ultimi 2–3 mesi. È il dato più utile per capire se il diabete è sotto controllo.
- Se ci sono complicazioni, ad esempio ai reni, agli occhi o alla circolazione.
Le precauzioni
- Se il diabete non è ben controllato, di solito conviene prima migliorare il controllo con il tuo diabetologo, e poi programmare gli impianti.
- Il giorno dell'intervento è importante mangiare e prendere la terapia come indicato dal medico, per evitare cali di zucchero.
- Dopo l'intervento l'igiene orale deve essere molto curata. Anche i controlli nel tempo sono importanti, perché il rischio di perimplantite resta più alto.
- Non in tutti i casi è possibile avere subito i denti fissi provvisori. Dipende dalla stabilità degli impianti nel tuo osso.

Impianti dentali e osteoporosi
Cosa dicono gli studi
L'osteoporosi è una malattia che rende le ossa più fragili. Molte persone temono che l'osso della mascella non "tenga" gli impianti. Una revisione sistematica recente (cioè uno studio che mette insieme i risultati di più ricerche) non ha trovato differenze nella sopravvivenza degli impianti tra persone con e senza osteoporosi. Gli stessi autori dicono però che i dati sono ancora limitati.
In pratica, l'osteoporosi da sola di solito non impedisce gli impianti. A volte l'osso della mascella è meno denso, e il chirurgo può adattare la tecnica o i tempi di guarigione. Se l'osso è poco, ci sono soluzioni diverse: ne parliamo nella guida cosa significa "non hai abbastanza osso".
Il punto più importante: i farmaci per le ossa
Per il dentista conta spesso più il farmaco che la malattia. I farmaci più usati contro l'osteoporosi sono:
- i bifosfonati: ad esempio alendronato o risedronato in compresse, oppure acido zoledronico in flebo;
- il denosumab: un farmaco che si fa con un'iniezione sotto pelle, di solito ogni 6 mesi.
Questi farmaci proteggono dalle fratture e sono molto utili. In rari casi però possono causare l'osteonecrosi della mascella: una zona di osso che resta scoperta e non guarisce dopo un intervento in bocca, come un'estrazione o un impianto.
Il rischio dipende molto dalla dose:
- con le dosi per l'osteoporosi il rischio è basso. Le stime variano, ma si parla di meno di 1 caso ogni 1.000 persone trattate;
- con le dosi alte usate per i tumori che colpiscono le ossa il rischio è molto più alto. In questi casi gli impianti di solito sono sconsigliati.
Il rischio sale anche con gli anni di terapia e con altri fattori, come cortisone ad alte dosi, diabete, fumo e infezioni in bocca.
Cosa deve sapere il dentista
- Il nome esatto del farmaco, la dose e la forma (compresse, flebo o iniezione).
- Da quanto tempo lo prendi, o quando l'hai interrotto.
- Perché lo prendi: osteoporosi o altro.
- Se prendi anche cortisone.
Le precauzioni
- Non sospendere mai il farmaco da solo. A volte il medico valuta una pausa prima di un intervento, ma è una decisione sua, e non sempre è indicata.
- Il chirurgo usa tecniche delicate e, se serve, antibiotici e collutori antisettici.
- Dopo l'intervento servono controlli regolari della guarigione.
In Italia esistono raccomandazioni specifiche su questo tema, preparate da società scientifiche di medicina orale e chirurgia maxillo-facciale (SIPMO e SICMF). Il tuo medico o il tuo specialista delle ossa le conosce.
Impianti dentali e anticoagulanti
Di quali farmaci parliamo
- Anticoagulanti: warfarin (Coumadin) o i nuovi anticoagulanti orali, come apixaban, rivaroxaban, edoxaban e dabigatran. Si usano ad esempio per la fibrillazione atriale o dopo una trombosi.
- Antiaggreganti: aspirina a basse dosi, clopidogrel e altri. Si usano spesso dopo un infarto o uno stent.
Cosa dicono le linee guida
Questi farmaci aumentano il sanguinamento, ma di solito si tratta di un sanguinamento che si controlla in bocca. Le linee guida per la chirurgia orale, come quelle scozzesi SDCEP, indicano che in molti casi la terapia non va interrotta. Per gli interventi più estesi, a volte si salta o si sposta solo la dose del mattino, in base al farmaco.
Il motivo è semplice. Interrompere questi farmaci può causare una trombosi, un ictus o un infarto. È un rischio molto più grave di un sanguinamento in bocca.
Cosa deve sapere il dentista
- Il nome del farmaco, la dose e l'orario.
- Perché lo prendi (fibrillazione, valvola cardiaca, stent, trombosi).
- Se prendi warfarin: il valore recente dell'INR, un esame del sangue che misura quanto il sangue è "fluido". Di solito si controlla poco prima dell'intervento.
- Se prendi due antiaggreganti insieme, o un antiaggregante più un anticoagulante.
- Se hai problemi ai reni o al fegato, che possono cambiare l'effetto dei farmaci.
Le precauzioni
- Non interrompere la terapia di tua iniziativa. Ogni modifica la decide il medico che ti ha prescritto il farmaco (cardiologo, medico di base o centro per la coagulazione).
- L'intervento si programma, quando possibile, al mattino, per avere tempo di controllare il sanguinamento.
- Il chirurgo usa punti di sutura, garze e materiali che aiutano il sangue a coagulare.
- Per qualche giorno si evitano alcuni antidolorifici, come l'ibuprofene, che possono aumentare il sanguinamento. Il medico ti dice quali usare.
Come coordinarsi con il tuo medico in Italia
Se fai gli impianti all'estero, la parte più importante si fa prima di partire, a casa.
- Parla del progetto con il tuo medico: medico di base, diabetologo, cardiologo o specialista delle ossa. Digli che farai degli impianti e chiedi se ci sono precauzioni.
- Chiedi una breve lettera con le tue malattie, i farmaci e le indicazioni per l'intervento. È utile anche se è scritta in modo semplice.
- Porta gli esami recenti: emoglobina glicata se hai il diabete, INR se prendi warfarin, altri esami del sangue se li hai.
- Prepara l'elenco completo dei farmaci, con nome, dose e orario. Anche integratori e farmaci presi solo ogni tanto.
- Porta i farmaci per tutto il viaggio, nella confezione originale, e qualche giorno in più.
Nella clinica parlerai con personale che parla italiano. Così puoi spiegare con calma la tua situazione e capire cosa ti viene proposto.
E la sedazione?
Se hai ansia, puoi chiedere la sedazione cosciente: un farmaco che ti rilassa, mentre resti sveglio e respiri da solo. Costa da 200 €. Anche la sedazione va valutata in base alle tue malattie e ai farmaci che prendi.
Cosa aspettarsi, onestamente
Con queste condizioni gli impianti spesso si possono fare. Ma non tutti i casi sono uguali.
- In alcuni casi è meglio rimandare, ad esempio finché il diabete non è sotto controllo.
- In altri casi i tempi di guarigione sono più lunghi, o non è possibile mettere subito i denti fissi provvisori. Ne parliamo in denti fissi in 24 ore: quando si può.
- In pochi casi, ad esempio con alte dosi di farmaci per le ossa contro un tumore, gli impianti sono sconsigliati e si valuta un'altra soluzione.
Solo la visita e la TAC 3D, insieme alle informazioni sulla tua salute, permettono di decidere. La prima visita e la TAC sono gratuite.
Puoi iniziare in modo semplice: basta una domanda, o qualche foto dei denti. Scrivici anche quali malattie hai e quali farmaci prendi. Se hai una panoramica o una TAC fatta in Italia, ti inviamo un preventivo scritto entro 24 ore. Chiedi qui il tuo preventivo gratuito.
Per approfondire: impianti con poco osso · rischi e come scegliere una clinica
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